Quick Menu di navigazione :

  1. Vai al contenuto
  2. Vai alla sezione del menu principale
  3. Vai al motore di ricerca
  4. Vai al menu di aiuto
  5. Vai alla banner
  6. Vai alla lista di scorciatoie

Informativa: Questo sito può utilizzare cookie di profilazione di terze parti per inviarti messaggi pubblicitari mirati e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookieclicca qui . Proseguendo la navigazione acconsenti all'uso dei cookie.Ok

Aiuto :

  1. Sanofi nel mondo |
     
  2. Siti italiani |
     
  3. Azionisti |
  4. Contatti |
  5. Mappa del sito |
  6. Guida
  1. Dimensione Caratteri 

    Ridurre Aumentare  
 
 

News

Contatti

Se sei un giornalista, accedi all'area media

Contatto :

Obiettivo “25by25”: ridurre l'impatto delle malattie croniche

Ridurre del 25% entro il 2025 la mortalità per malattie croniche non trasmissibili. Questo l'obiettivo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, al centro del confronto fra associazioni di pazienti, operatori della salute e istituzioni promosso il 10 dicembre presso la Camera dei Deputati dalla Fondazione Italiana per il Cuore.

 

Roma, 10 dicembre – La Fondazione Italiana per il Cuore (FIC), con il contributo incondizionato di Sanofi, ha promosso un incontro fra rappresentanti delle associazioni di pazienti, mondo della salute e istituzioni, alla presenza del Sottosegretario al Lavoro, Onorevole Luigi Bobba, per contribuire all’obiettivo “25by25” promosso dall'OMS, finalizzato a ridurre la mortalità per malattie croniche non trasmissibili del 25% entro il 2025.

Dato che le malattie cardio-cerebrovascolari rappresentano la prima causa di morte nei paesi occidentali – oltre il 41% delle cause di mortalità in Italia – un miglior controllo dei fattori di rischio può contribuire in modo decisivo al raggiungimento di questo obiettivo.

Il coinvolgimento del mondo del lavoro permette di raggiungere oltre 20 milioni di persone che possono trarre beneficio dall’educazione alla prevenzione,  favorendo non solo la riduzione dell’impatto sociale delle malattie cardiovascolari, ma anche il risparmio del sistema sanitario e  l’incremento della produttività.

 

Data aggiornamento: 10 Dicembre 2014