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Tumore alla prostata: presentazione della seconda fase del Progetto PerSTEP - Percorso Teorico Pratico in ambito uro-oncologico, a due anni dall’avvio

«Uomini, prima di decidere cosa fare pensateci e informatevi», questo il messaggio degli specialisti della SIUrO e del CIPOMO riuniti oggi a Milano per presentare i risultati della seconda fase del progetto. Perché essere seguiti da un team multidisciplinare può cambiare la vita dei malati.

 

Milano, 10 giugno 2014 - La cura migliore per il tumore alla prostata? Impossibile dare una risposta univoca ai quasi 43mila italiani che ogni anno si trovano a dover fare i conti con questa diagnosi. «Non esiste il trattamento giusto in assoluto - spiegano gli specialisti della Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) e del Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO) riuniti oggi a Milano per presentare i risultati della seconda fase del progetto PerSTEP, Percorso Teorico Pratico in ambito uro-oncologico -. Oggi abbiamo molte strategie efficaci, che ci consentono di poter decidere, insieme al paziente, qual è la soluzione migliore nel suo caso. Valutando pro e contro con lui e all'interno di un team multidisciplinare».

Ecco perché è fondamentale che gli tutti uomini, davanti a una diagnosi, siano informati su tutte le opzioni a disposizione e possano valutare bene i pro e i contro di ogni scelta. La multidisciplinarietà rappresenta un approccio vincente che vede urologi, oncologi, radioterapisti e psicologi lavorare insieme nell'ottica di una migliore gestione del paziente. Alcuni studi scientifici lo hanno dimostrato e i risultati ottenuti con il progetto PerSTEP lo confermano: gli esiti sono migliori se a seguire il malato c'è un team e non un singolo specialista.

Il progetto PerSTEP
Il progetto PerSTEP, ideato dalla SIUrO e dal CIPOMO e sostenuto in modo non condizionante da Sanofi, è nato nel 2012 con l'obiettivo di diffondere in pratica un nuovo modello organizzativo per  trattare il cancro alla prostata in modo impostato sulla multidisciplinarietà e la multiprofessionalità.

L'iniziativa ha avuto una prima fase (giugno – dicembre 2012) durante la quale 4 centri pilota (Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Milano; Ospedale Sant’Anna, Como; Policlinico Sant’Orsola Malpighi, Bologna; Ospedale San Giovanni XXIII, Bergamo), diversi tra loro per modalità organizzativa e tipologia di pazienti, alcuni dei quali già operanti con una logica multidisciplinare, hanno condiviso la propria esperienza per arrivare a strutturare un approccio multidisciplinare o migliorare quello già attivato. È seguita una seconda fase iniziata nel luglio 2013 a cui hanno aderito 18 centri rappresentativi dell’eterogeneità della sanità in Italia.

 

Data aggiornamento: 10 Giugno 2014