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In Lombardia, la cartella clinica informatizzata migliora il percorso di assistenza e cura della persona con diabete.

A Cavenago di Brianza (MB) un incontro promosso da AMD-Associazione Medici Diabetologi e sostenuto da Sanofi intende contribuire all’ampliamento e all’ottimizzazione dell’uso di questo importante strumento di miglioramento della pratica clinica quotidiana.

 

Milano, 29 marzo 2014 – Coinvolgimento mirato di tutte le strutture diabetologiche lombarde che hanno partecipato alle raccolte dati per realizzare gli “Annali AMD”- uno strumento nato per poter valutare la qualità dell’assistenza alle persone con diabete in Italia, messo a punto da AMD-Associazione Medici Diabetologi, l’organizzazione di riferimento per numerosi specialisti diabetologi -, miglioramento e incentivazione dell’utilizzo della cartella clinica informatizzata quale maggiore fonte conoscitiva, illustrazione dei nuovi indicatori AMD per la personalizzazione della cura. Sono questi i principali obiettivi dell’incontro che si svolge sabato 29 marzo, a Cavenago di Brianza (MB), promosso da AMD con il contributo non condizionante di Sanofi.

Il diabete è una patologia metabolica che interessa circa 3,5 milioni di persone in Italia, di cui oltre 530 mila nella sola Regione Lombardia, secondo i dati Istat 2012 elaborati dal Centro studi AMD. La sua corretta gestione si basa sul monitoraggio costante dei livelli di glicemia ed emoglobina glicata – i due parametri fondamentali per il controllo del diabete –, e delle possibili complicanze correlate alla patologia, e prevede visite specialistiche periodiche. Grazie all’innovazione tecnologica, negli ultimi 10 anni è stato possibile informatizzare la quasi totalità dei servizi di diabetologia del Paese e ciò ha consentito di generare vere e proprie cartelle cliniche informatizzate, che agevolano il medico diabetologo e il suo team nell’attività professionale quotidiana e nel rapporto con il paziente, supportandoli al meglio nella gestione clinica.

Le cartelle cliniche informatizzate si sono progressivamente diffuse presso i Centri di Diabetologia italiani e oggi, laddove il loro utilizzo è sistematico e corretto, vi è un evidente contributo al miglioramento dell’assistenza ai pazienti da parte dei Centri di Diabetologia, con ricadute positive sulla gestione clinica, sul monitoraggio, sull’appropriatezza terapeutica, sull’aderenza del paziente alla terapia e sulla prevenzione del rischio di complicanze collegate al diabete. Tutti fattori che, nel lungo periodo, possono dare un quadro sempre più preciso degli standard di cura della patologia a livello Paese e contribuire ad una maggiore sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale.

Grazie alle potenzialità offerte dalla Rete e dalla continua evoluzione delle nuove tecnologie, in un futuro prossimo potrà divenire realtà la connessione diretta tra gli operatori sanitari e il paziente per uno scambio immediato di dati e informazioni relative alla patologia. In questo modo il paziente sarà coinvolto in prima persona nella gestione della propria patologia e si instaurerà una relazione diretta tra specialista ed assistito, in grado di “fare la differenza” nella vita delle persone con diabete.

 

Data aggiornamento: 29 Marzo 2014