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Brand, equivalenti, uguali: farmacista e paziente a confronto sul farmaco generico

Una ricerca qualitativa svolta grazie a Zentiva, divisione farmaci equivalenti di Sanofi, ha indagato su cosa accade in farmacia tra paziente e farmacista quando si parla del generico, per comprendere abitudini, bisogni e aspettative di entrambi.

 

Milano, 9 settembre 2014 – Il farmaco equivalente soffre ancora in Italia di una carenza di conoscenza e di fiducia che ne limitano l’utilizzo rispetto alla media europea. A questo contribuiscono alcune barriere lessicali e di comunicazione fra pazienti e operatori del settore salute.

Per indagare questi aspetti, Zentiva, la divisione farmaci equivalenti di Sanofi, ha condotto un’indagine qualitativa, prendendo in esame oltre 300 interazioni tra farmacisti e pazienti in 7 farmacie di Milano e provincia.

L’ingresso dei generici nel mercato ha modificato non solo lo spazio della farmacia, le attività di gestione e quelle legate alla dispensazione, ma soprattutto la durata dell’interazione al banco, con la richiesta di maggiori informazioni e supporto da parte del paziente e la necessità di trovare un linguaggio che funga da comun denominatore per definire il generico.

 

Data aggiornamento: 9 Settembre 2014