Champions for Customers: “La passione è la chiave del successo”

Ogni giorno lavorano sul campo insieme a medici e specialisti per la salute dei pazienti. In questi mesi di lockdown hanno affrontato nuove sfide con resilienza e portando avanti le loro attività in smartworking. 

Champions 2020  

Eccoli i nostri Champions for Customers 2020: si tratta di sei colleghi informatori provenienti da tutta Italia e che si sono distinti nel proprio lavoro con competenza, impegno, passione. Noi li abbiamo intervistati e ci siamo fatti svelare il segreto per diventare campioni ed eccellere nel proprio lavoro. Ci hanno risposto condividendo ognuno la propria ricetta, fatta di quel mix di competenze e di soft skills che oggi fanno davvero la differenza. Su una cosa i nostri campioni non hanno proprio dubbi: la vera chiave del successo è la passione per il proprio lavoro. Un lavoro speciale, in continuo aggiornamento in un mondo che cambia, fianco a fianco con la classe medica, con l’orgoglio di contribuire a migliorare la salute delle persone. E alla domanda su come cambierà il loro lavoro dopo Covid-19 rispondono: “Le nuove piattaforme digitali saranno una leva importante per creare engagement. Ma senza dimenticare l’empatia. Perché la relazione di fiducia che si costruisce con il medico nel tempo è alla base di tutto”

Stefano Occelli

“Non credo ci sia un vero segreto per diventare Champions ma occorrono gli ingredienti giusti per raggiungere questo successo: passione, dedizione e il coraggio di andare sempre oltre gli ostacoli” racconta Stefano Occelli, 42enne di Cuneo e residente a Cariglio (CN), al lavoro nella linea Lipids di General Medicines.  “Le caratteristiche principali del mio lavoro sono la preparazione scientifica e l’essere sempre al fianco dei KOL come consulente scientifico. È difficile prevedere il futuro post Covid-19. In ogni caso credo che la pandemia ci abbia insegnato molte cose sia nella vita privata che in quella lavorativa. Riguardo a quest’ultima sicuramente ha fatto sì che sviluppassimo resilienza e inventività per essere sempre accanto ai medici anche da remoto. Perciò sicuramente ricomincerò piano piano a fare quello che facevo, perché il contatto face-to-face nel nostro lavoro è fondamentale, ma implementerò sempre più l’uso delle piattaforme digitali e i contatti da remoto che, anche se meno semplici da gestire, sono estremamente utili per ottenere un alto livello di attenzione e immediata disponibilità di comunicazione professionale.


Roberta Fasani

“Per me non ci sono segreti. Solo tanta passione, preparazione ed empatia” ci dice Roberta Italia Fasani, 57 anni nata a Waltham Mass (USA) e residente a S. Elia Fiumerapido (Fr). “Quello che amo del mio lavoro è il piacere di imparare sempre, crescere e abbracciare i cambiamenti. Dopo Covid-19 il mio lavoro diventerà sempre più tecnologico e smart.” 

Giuseppe Sarno

“Il mio è un lavoro molto complesso. Oltre alle competenze scientifiche, alla dedizione e alla sintonia con il team, sono fondamentali la capacità di ascoltare e di entrare in empatia con i medici, la resilienza e l’agilità per muoversi in un contesto in continuo cambiamento. Queste qualità non garantiscono il successo ma fanno certamente la “felicità” in questo lavoro” racconta Giuseppe Sarno, 57 anni, di Nocera Inferiore in provincia di Salerno.
“Nel mio lavoro occorre differenziare i messaggi e le iniziative formative in base alle caratteristiche del medico. Bisogna calibrare le informazioni da trasferire in relazione ai bisogni dell’interlocutore, o meglio “veicolarle” tenendo presente le sue necessità. Tutto questo porta a una continua evoluzione del lavoro, che si basa proprio sull’empatia con il clinico”. 
“Covid-19 ha fortemente accelerato il passaggio alla digitalizzazione. Abbiamo constatato non solo che l’attività da remoto è possibile, ma anche che, gestendo al meglio le attività digitali, si riescono a coinvolgere i clinici. Per questo motivo, accanto all’attività classica, si può creare engagement anche attraverso i progetti digitali. In General Medicines, l’attività da remoto è ancora più strategica, perché potrebbe consentirci anche la gestione di uno schedario “remoto” che si affianchi allo schedario “attivo”, ottimizzando così la produttività sul territorio.


Claudia Parasecolo

“Il mio lavoro è una grande passione e questo costituisce la mia forza. Non credo esista un segreto per diventare campioni ma piuttosto regole di vita valide in ogni ambito: dare il meglio di sé, assumersi sempre la responsabilità di ciò che si fa, la determinazione nel raggiungere gli obiettivi. E poi vivere gli insuccessi come occasioni per migliorare, avere la fortuna di essere supportati da un team stimolante e coeso, e infine… sorridere, essere positivi! Sono una persona dinamica, indipendente e ottimista, una di quelle a cui piace guardare il bicchiere mezzo pieno, piuttosto che lamentarsi di quello mezzo vuoto, e nella vita mi piace cambiare, esplorare, imparare”. Così si definisce Claudia Parasecolo, 50 anni, di Todi e residente a Perugia, città del cioccolato e di Umbria Jazz.
“Quello che mi motiva ogni giorno è non smettere mai di imparare, incontrarsi e condividere. 
Negli ultimi mesi, a causa del Covid-19 l’informazione medico scientifica è cambiata in maniera radicale. Il tema critico su cui tutti noi ci siamo trovati a ragionare è certamente come riacquistare l’attenzione dei clinici, catturati dall’emergenza e concentrati sulla risoluzione di problematiche totalmente nuove, motivo per cui il rischio che il messaggio digitale legato al brand non venga ricordato o venga ritenuto non rilevante è concreto. Ed è qui che la figura dell’informatore scientifico potrà ancora fare la differenza: alla base di tutto rimarrà sempre il rapporto di fiducia che ciascuno di noi avrà saputo costruire nel tempo con i clinici. App, newsletter, messaggi, zoom, mail e telefonate potranno essere di supporto, di integrazione, e non di sostituzione alla figura dell’informatore scientifico del farmaco”.


Angelo Annunziata

“Il mio segreto è la passione per ciò che faccio, che mi spinge a svolgere il mio lavoro al meglio delle mie possibilità. Una passione nata dalla profonda convinzione che il nostro lavoro rivesta una fondamentale importanza per migliorare la salute dei pazienti.  Questo è per me fonte di orgoglio e di stimolo all'aggiornamento continuo delle mie competenze per offrire ai medici un supporto qualitativamente e scientificamente sempre più elevato. La caratteristica del mio lavoro è proprio questo: trasmettere con competenza alla classe medica le conoscenze specifiche sui farmaci” spiega Angelo Annunziata, 59 anni di Vercelli, al lavoro nella linea diabetologia di General Medicines.
“La pandemia e il conseguente distanziamento sociale ci hanno offerto l’opportunità di confrontarci con una nuova e sfidante realtà: l’informazione da remoto. Così in futuro il mio lavoro, basato principalmente sui rapporti interpersonali e sull'empatia con il personale sanitario con cui quotidianamente mi interfaccio, dovrà essere integrato dall’utilizzo dei mezzi digitali. E la resilienza sarà fondamentale”

Annalisa Africano

“Non c'è un vero e proprio segreto per diventare campioni ma sicuramente la tenacia e l'intraprendenza sono rilevanti” racconta Annalisa Africano, di Castelfranco Veneto (TV), al lavoro nel team di Immuno-Oncologia di Sanofi Genzyme.
“Nel mio lavoro è fondamentale saper interpretare in tempi celeri i bisogni del medico. E nel futuro dopo Covid-19 il fattore tempo sarà chiave, perché il lavoro sarà sempre più concentrato nei tempi”.

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