Mamme con i superpoteri: i consigli per lavorare al meglio in casa

In Sanofi Italia, proprio in occasione della Festa della Mamma 2020, abbiamo deciso di ascoltare sette di loro. E farci regalare alcuni consigli per lavorare al meglio in smartworking.

Festa della mamma 

Segni particolari: armate di superpoteri. Perché questo lockdown appena concluso e la ripartenza graduale con le scuole ancora chiuse ci racconta di mamme multitasking, connesse, impegnate nel lavoro che si è spostato a casa, nella casa che è diventata anche un parco giochi. Impegnate a ridefinire spazi di lavoro e di vita quotidiana, e in fondo a riscrivere routine stravolte dall’emergenza. Paola, Anna Chiara, Cristina, Tatiana, Tiziana, Alessandra, Ivana. Per la Festa della Mamma 2020 in Sanofi Italia abbiamo deciso di festeggiare le mamme lasciando la parola a sette di loro che in questi mesi, tra lockdown e smartworking esteso, hanno ridefinito il lavoro e la vita di tutti i giorni. Mamme dai super poteri che danno consigli ad altre mamme e papà. E allora auguri alle mamme che lavorano in Sanofi e a tutte le mamme del mondo.
 

Il consiglio di Paola

«Fare smartworking con asili e scuole chiuse è davvero sfidante, soprattutto perché lavorando in un team europeo passo la gran parte della giornata in video call con gli altri Paesi e non è sempre facile ritagliarsi lo spazio in casa per lavorare con tranquillità con chi di fianco gioca, litiga o ti dice “mi sto annoiando” o “ho fame” mentre sei in call. Devo dire che ormai i miei colleghi conoscono perfettamente i miei figli, perché il più delle volte compaiono nel video a sorpresa mentre sto parlando e praticamente partecipano alle mie riunioni», racconta Paola Ferrario, 43enne di Milano, mamma di Mattia e Giorgia. Paola è biologa, Medical Information Cluster Lead, ossia coordinatrice della gestione delle richieste medico-scientifiche che pervengono in Sanofi. «Per quanto riguarda i figli personalmente la mattina preparo anche una serie di pennarelli, fogli e album da colorare e cerco di fissare qualche attività sportiva via video. Per ricreare l’atmosfera dell’ufficio ho organizzato, già dai primi giorni di lockdown, videochat quotidiane con il team locale alla fine della giornata per condividere la giornata lavorativa e per fare due chiacchere come se fossimo in ufficio. Così a volte organizziamo dei veri e propri aperitivi virtuali».

Ferrario

Il consiglio di Anna Chiara

«Questi due mesi di lockdown sono stati per me un motivo di messa alla prova: i ritmi sono serrati, bisogna incastrare lavoro, compiti dei figli, videolezioni, pranzi, cene, pulizie», racconta Anna Chiara Valente, 42 anni della provincia di Vicenza, una laurea in CTF a Padova e al lavoro in Sanofi dal 2005, prima come Informatrice Medico Scientifica e poi come CSA per la linea dell’asma grave. Anna Chiara è mamma di Laura e Lucia. «Superpoteri? Una parola che associamo sempre ai personaggi dei cartoni animati, ma in questo periodo calza a pennello con la figura della mamma lavoratrice. Chissà come facciamo a trovare tutte le energie, il tempo di fare così tante cose e mai una lamentela. Nel mio caso il segreto è quello di essere super organizzata, sempre ottimista e di non pensare tanto alle difficoltà ma al modo per superarle. Inoltre mi sto godendo il tempo prezioso che posso passare insieme alle mie figlie: quando mi ricapiterà più di stare insieme per così tanto tempo durante la settimana? O di sfornare pane, pizze e dolci? Ovviamente non mancano le litigate, le urla per riportare l’ordine in casa, i momenti di nervosismo ma è tutto superabile!».

Valente

Il consiglio di Cristina 

«Primo giorno di rientro dalla maternità e primo giorno di smartworking. Mi sono immaginata tante volte il rientro dalla maternità, ma nessuno scenario prevedeva la pandemia! Ho perfezionato il titolo di cintura nera di spesa online, mi sono informata solo da fonti ufficiali e ho imparato ad amare le videocall», racconta Cristina Mangiarotti, 41enne bolognese di nascita e milanese di adozione, una formazione nel marketing e nella comunicazione, attualmente Media Lead di Italia e Southern Europe. «Mi occupo della strategia, pianificazione ed acquisto degli spazi pubblicitari per tutti i nostri brand, online e offline», precisa Cristina, mamma di Celeste, bimba di dieci mesi. «Il planning è tutto: dalle call ai passati di verdura, dalle presentazioni alle favole, organizzare tutte le attività prioritarie della giornata e della settimana mi ha aiutato moltissimo. Senza troppo sbattimento però: gli imprevisti capitano e in quel caso i superpoteri si chiamano flessibilità e sorriso! Per lavorare al meglio è fondamentale connettersi di più con il proprio team per compensare la lontananza fisica, prevedere tempo qualitativo di scambio e confronto». 

Mangiarotti

Il consiglio di Tatiana

«Il primo mese è stato in un clima quasi surreale: abbiano cercato  di capire cosa stesse succedendo intorno a noi e in una sorta di  paralisi emotiva abbiamo cercato di riorganizzare il più celermente possibile la nuova quotidianità, sia da un punto di vista lavorativo in smartworking sia nell’inventare un nuovo “asilo casalingo” per la piccola Anita, cercando di farle comunque percepire una normalità», racconta Tatiana Stellacci, quarantottenne nata a Genova e residente a Milano, una laurea scientifica in chimica pura presso l’Università di Genova, MSL nella divisione Vaccini di Sanofi Pasteur. «L’aspetto che mi ha creato un po’ di fatica nel gestire lo smartworking è stato mantenere la necessaria concentrazione durante le call nel marasma dei giochi della bimba, cura della casa, il pensiero della lavatrice finita da stendere. Il mese di aprile, seppure nella difficoltà di conciliare il tutto, è stato come fare scattare  una marcia in più rispetto al mese precedente, un senso di cambiamento irreversibile da assecondare traendone anche dei vantaggi: una  più rodata e programmata  organizzazione familiare durante lo  smartworking che è risultato più efficace, consentendomi di riscoprire e apprezzare un altro modo di  stare a casa  in famiglia». Anita ha compiuto tre anni proprio in pieno lockdown, ossia l’11 marzo scorso. «Non so se ho super poteri ma scuramente ho attinto alla resilienza che ognuno di noi ha di fronte alle difficoltà e cercando di trarre delle positività da questa situazione improvvisa».

Stellacci

Il consiglio di Tiziana

«Ho vissuto questi due mesi come un’opportunità inaspettata che ci ha permesso di imparare molto, anche mettendoci in gioco, e che ci ha regalato la possibilità di passare più tempo in famiglia», racconta Tiziana Trombetti, 41 anni, nata a Carrara e residente a Milano, laurea in farmacia, Team Leader nella Clinical Study Unit, il gruppo che si occupa di ricerca clinica in Italia e nei paesi balcanici, raccogliendo dati utili per la futura registrazione e cercando di rendere accessibile a molti pazienti l’opportunità di usufruire di terapie innovative. Tiziana è mamma di Edoardo (8 anni) e di Beatrice (6 anni). «I superpoteri per lavorare da casa, gestire i bambini e la quotidianità di fatto in isolamento casalingo? Giocare di squadra coinvolgendo anche i bambini, con l’obiettivo di essere felici. Occorrono resilienza e amore incondizionato verso i miei figli. E poi un super papà e marito».

Trombetti Tiziana

Il consiglio di Ivana

«Il periodo di lockdown ci ha costretti a rimanere chiusi in casa ed a svolgere ogni attività in compagnia della nostra famiglia: lavoro in modalità agile, faccende familiari, relax, gioie e dolori. Un cambiamento forte, piombato all'improvviso e che ha cambiato il nostro modo di vivere rivoluzionando le nostre giornate. All'inizio è stata dura, sembrava di vivere all'interno di un film di fantascienza: le strade deserte, un silenzio surreale ed il controllo sistematico del territorio da parte delle forze dell'ordine. E poi c'era la paura nei confronti di un nemico invisibile ma i cui effetti terribili erano purtroppo chiari ed evidenti. E allora, che fare? Ecco perché è stato necessario gestire la paura e responsabilizzare i bambini sui comportamenti da tenere, cercando di non creare in loro troppa apprensione», racconta Ivana Siragusa, 43enne nata a Palermo e oggi di base a Ribera, nella provincia agrigentina. Ivana è laureata in farmacia e fa l'Informatore Medico Scientifico in Sanofi da quindici anni, impegnata in questo momento nella linea territoriale della General Medicines. Ivana è mamma di Giuseppe (9 anni) e di Michela (4 anni). «Il tempo che inizialmente sembrava essersi dilatato, a poco a poco, ha iniziato a trovare la giusta dimensione e con la nuova organizzazione quotidiana ci ha permesso di scandire con serenità ed efficacia le varie fasi della giornata. In questo periodo molte cose mi hanno sorpreso: l'ammirevole pazienza di mio marito, il legame e la complicità che esiste tra i miei figli, il grado di autonomia che hanno raggiunto in questi anni e soprattutto la grande serenità con la quale stanno affrontando questa difficile situazione. Voglio dare un consiglio: accogliete la vita che verrà con tanta serenità e con la giusta dose di curiosità, siate pragmatici nel raggiungimento dei vostri obiettivi nella consapevolezza che il mondo è cambiato». 

Siragusa

Il consiglio di Alessandra

«Faccio tre giorni in smartworking e due in ufficio, nello stabilimento di Sanofi a Brindisi. E serve tanta energia. Io ho continuato a svegliarmi presto e lavorare approfittando dei ritmi più blandi delle bambine e organizzando loro la giornata al meglio. Mio marito mi ha dato un grande aiuto nel tenerle sempre impegnate e permettermi di lavorare serenamente», afferma Alessandra Pignatelli, 43 anni, nata a Taranto e residente a Lecce, ingegnere gestionale, di fatto Controller dello stabilimento Sanofi a Brindisi. Alessandra è mamma di Benedetta (11 anni) e Bianca (5 anni). «Un consiglio che vi sentite di condividere con gli altri colleghi per lavorare al meglio in smartworking? Servono veramente i superpoteri, ma è bellissimo vedere la felicità dei bambini nell’averti comunque a casa a portata di mano. Mia figlia piccola mi lascia i suoi disegni sotto la porta, che dolce! Quando viene a salutarmi saluta il desktop anche quando non sono collegata con i colleghi».

Pignatelli

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