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Quegli operatori della salute che comunicano al meglio sui vaccini: scopri i 10 finalisti di #PerchéSì



Torna la nuova edizione del contest e hackathon che premia e mette in rete i migliori progetti di comunicazione sul valore della vaccinazione. Scopri i finalisti 2019


Autorevole, scientifica, social, empatica, efficace. È questa la migliore comunicazione sui vaccini, quella che viene veicolata online e offline, sulle piattaforme multimediali o con gli strumenti tradizionali, ma sempre con un linguaggio scientifico accessibile, coinvolgente, utile. A realizzare questa comunicazione giorno dopo giorno ci pensano migliaia di operatori della salute dislocati in ogni angolo d’Italia. Per il secondo anno consecutivo Sanofi Pasteur ha deciso di raccontarli e di metterli in rete grazie al contest e hackathon #PerchéSì, il primo laboratorio italiano per comunicare il valore della vaccinazione e contrastare le fake news. La giuria composta da esponenti delle società scientifiche e del mondo dell’informazione ha scelto i 10 progetti finalisti. Navigali e per saperne di più leggi il pezzo uscito su Live di Repubblica.
 
Qui Brindisi/Lecce: Studenti a caccia di fake news
Non più soltanto semplici studenti, ma detective in grado di scovare le fake news e addirittura commediografi teatrali capaci di metterle in scena. Tutto questo grazie al progetto “Adulti e vaccinati”, promosso dal Piano Strategico per la promozione della salute nella scuola della Regione Puglia. «Ci siamo presentati nelle scuole lavorando tanto sul tema della corretta informazione. Obiettivo: dare ai ragazzi elementi essenziali per distinguere i contenuti attendibili da quelli che non lo sono, stimolandoli ad una continua analisi delle fonti», afferma Pasquale Pedote, uno degli ideatori del progetto, responsabile della struttura di epidemiologia del dipartimento di prevenzione dell’ASL di Brindisi e coordinatore regionale del tavolo per la promozione della salute nelle scuole. Il percorso si è svolto tra febbraio e maggio 2019, coinvolgendo più di duemila studenti. E alla fine tutti in scena. Perché l’attività si è conclusa con tre spettacoli teatrali dedicati alle bufale e ai falsi miti. La componente scientifica dell’evento è stata curata dalle ASL di Brindisi e Lecce, in collaborazione con l’Università di Pisa. La componente drammaturgica (regia e recitazione) è stata curata dalla compagnia Teatri della Resistenza, con la collaborazione di Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e professore di igiene e medicina preventiva all’Università di Pisa. «Abbiamo cercato di spiegare ai ragazzi il proprio diritto alla scelta e che l’utente va sempre rispettato, grazie ad una corretta comunicazione, rendendolo partecipe sia nella fase di informazione che di scelta».
 
Qui Milano: il valore dei vaccini… va in rete
Una campagna che va in rete. E mai metafora è stata tanto azzeccata. Il linguaggio universale dello sport per raccontare il valore della vaccinazione. Un linguaggio empatico, positivo, immediato, vicino ai più giovani. Lo sport come mezzo di promozione dei vaccini. «Un tentativo di uscire un po’ dal nostro solito ambito d’intervento per raggiungere un pubblico più ampio. D’altronde in Lombardia abbiamo un milione di atleti affiliati CONI, punto di riferimento per bambini, adulti, anziani», racconta Marino Faccini, medico specialista in igiene e medicina preventiva e uno dei responsabili del progetto “Noi e i vaccini: una squadra vincente”. La campagna è stata lanciata nell’aprile 2019 ed è tuttora in corso. Le attività hanno coinvolto medici dello sport, la federazione medico-sportiva e i 49 ambulatori lombardi competenti. Il “fischio di inizio” lo ha dato il medico dell’Inter, dando visibilità alla campagna in occasione di un evento della squadra. Attività social, claim divertenti ispirati agli sport e specifiche iniziative informative per i medici sportivi. «Vaccinare un soggetto sano come uno sportivo per mantenerlo in salute: un concetto che va un po’ oltre ciò che veicoliamo di solito e che ci offre una prospettiva decisamente più ampia. Un modo per uscire dai nostri schemi mentali e confrontarci con un pubblico più allargato».
 
Qui Reggio Calabria: giochi di ruolo e incontri nelle scuole
Educare i ragazzi alla consapevolezza sui vaccini e all’importanza di un’informazione scientificamente corretta. E farlo adottando anche i giochi di ruolo. Così l’ASP di Reggio Calabria ha lanciato un progetto sulla vaccinazione nell’adolescenza. Coinvolti sessanta studenti di sei scuole di Reggio Calabria con una serie di incontri, da settembre 2018 a febbraio 2019. Al bando tecnicismi e principi scientifici complessi, l’obiettivo principale è stato spiegare l’importanza dell’obbligo vaccinale. «Comunicare significa mettersi dall’altra parte e trasferire le nostre conoscenze in base alle domande. Il sapere ti concede autorevolezza. Però da possedere il sapere a comunicarlo c’è un passaggio che negli anni noi medici abbiamo perso», afferma Antonella Crea, 53enne a capo del dipartimento di Medicina Preventiva di Reggio Calabria, medico specializzato in igiene e medicina preventiva e in psicoterapia esistenziale, responsabile del progetto. Nel territorio da febbraio 2019 c’è stato un incremento delle vaccinazioni della fascia 14-16 anni del +4,5%. «Fare comunicazione significa adattare il nostro linguaggio, mettere a disposizione le conoscenze scientifiche  all’interlocutore che è di fronte a noi». 
 
Qui Ragusa: vaccini a portata di smartphone
La prevenzione in mobilità. Gli operatori del centro vaccinazioni ASP Ragusa sono arrivati prima di altri nell’utilizzo delle applicazioni mobili. L’app nasce nel 2016, conta 25.000 download raggiunti nel primo anno e una media 150 utenti attivi al giorno. Obiettivo: consentire ai cittadini di monitorare lo stato delle vaccinazioni. «Abbiamo dato la possibilità ai genitori di poter accedere all’anagrafe vaccinale del proprio figlio e di capire quali siano le tappe vaccinali successive. Uno strumento nato quando ancora non si parlava di obbligo vaccinale che si è rivelato poi molto utile al momento dell’esigenza del certificato vaccinale», illustra Giuseppe Ferrera, 63 anni medico igienista, dall’89 dirigente dell’Asp di Ragusa e uno dei responsabili del progetto. L’app riduce i tempi d’attesa, fornisce informazioni logistiche aggiornate sui centri vaccinali, racconta il mondo della vaccinazione, cerca di rendere gli utenti più consapevoli. Precisa Ferrara: «In fondo oggi è fondamentale nell’organizzazione della routine vaccinale dei cittadini, soprattutto in quella categoria di mamme e papà tra i 30 e i 50 anni d’età. E ci sono anche informazioni scritte direttamente dai noi medici. Perché la comunicazione legata ai vaccini è importantissima».
 
Qui Napoli: l’influencer che parla di vaccini ai cittadini 
Uniti si può fare la differenza. E così la prevenzione passa anche dal gioco di squadra. In fondo è questo il senso della campagna di vaccinazione antinfluenzale promossa dall’ASL Napoli 1 Centro. Azioni che portano risultati: nella stagione 2018-2019 la copertura vaccinale contro l’influenza è aumentata del 12% con 103.000 vaccinati over 65. La campagna ha coinvolto tutti gli attori sanitari del territorio. Di mezzo c’è uno spot realizzato in collaborazione con l’Ordine dei Medici e che ha coinvolto un volto noto e amato del territorio, l’attore napoletano e presenza fissa nella telenovela italiana “Un posto al sole” Patrizio Rispo. «Abbiamo l’obiettivo di raggiungere la copertura vaccinale prevista dal Piano Nazionale per la vaccinazione antinfluenzale. Per farlo abbiamo deciso di lavorare su due piani diversi: da una parte azioni più dirette di supporto, come l’apertura di due centri vaccinali per l’adulto. Dall’altra parte una campagna divulgativa diretta al cittadino: da qui nasce lo spot trasmesso sul circuito Video Metrò», afferma Rosanna Ortolani, una delle menti del progetto e a capo dell’UOC Epidemiologia e Prevenzione e Registro Tumori. «La popolazione ha bisogno di essere coinvolta. La comunicazione sui vaccini è fondamentale e va fatta in una maniera corretta, ecco perché abbiamo scelto un testimonial autorevole che parlasse direttamente ai cittadini».
 
Qui Palermo: l’educazione sessuale… che fa scuola
Fare scuola sui rischi del papilloma virus, entrando letteralmente nelle scuole. Nasce così la campagna informativa e vaccinale anti-papilloma virus negli istituti secondari di primo livello della provincia di Palermo. Un progetto partito nel dicembre 2017 e che ha coinvolto negli anni 18 scuole e 1700 ragazzi. Obiettivo: dare ai ragazzi la possibilità di costruirsi una propria visione consapevole sulla vaccinazione contro il papilloma virus. La campagna ha visto la partecipazione diretta degli specializzandi di igiene del dipartimento Promise dell’Università di Palermo. Tra questi c’è la 28enne Claudia Emilia Sannasardo. «È stato un momento formativo utile ai ragazzi non solo per conoscere il papilloma, ma anche per ricevere un’adeguata educazione sessuale da parte di medici specialisti. Abbiamo preparato lezioni frontali con questionari, dedicando molto spazio alle loro domande, raccolte con foglietti anonimi», racconta Claudia. Da gennaio 2019, grazie alla collaborazione con il Dipartimento ASP di Palermo, il team ha avuto poi a disposizione il camper vaccinale. «Abbiamo capito l’importanza di fare comunicazione vaccinale ai giovanissimi tramite un linguaggio semplice, coinvolgente, efficace. Anche per questo è nata una pagina Instagram. Abbiamo scelto di dialogare anche online, su questo social fotografico da loro frequentatissimo».
 
Qui Sassari: operatori sanitari in campo per la vaccinazione
Dare il buon esempio sulla prevenzione mettendosi in gioco al fianco del cittadino. Così il Team di Vaccinarsinsardegna.org dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari diretto dal Prof. Paolo Castiglia ha implementato una campagna di comunicazione sulla vaccinazione antinfluenzale per gli operatori sanitari dell’AOU di Sassari inserita all'interno di un progetto più ampio e ambizioso quale la campagna regionale di comunicazione vaccinale della Regione Sardegna.
#IoMiVaccino: questo l’hashtag scelto. «Gli operatori sanitari vivono nella comunità e quindi possono farsi portavoce di un messaggio tanto importante quanto indispensabile quale quello della prevenzione vaccinale», racconta Paolo Castiglia, 58 anni, nato a Sassari, professore ordinario di igiene all’Università.
Insieme al team di lavoro di Vaccinarsinsardegna.org ha ideato e sviluppato questo progetto con il coinvolgimento dei giovani specializzandi degli atenei sardi ed in collaborazione con le aziende sanitarie che collaborano a livello regionale con l'Assessorato Regionale alla Sanità. Un’iniziativa che non si è limitata ad una sola azienda. E’ nato così anche il coinvolgimento della squadra di basket Dinamo Sassari scelta come testimonial e protagonista di un flashmob nel campionato di serie A che ha coinvolto migliaia di tifosi presenti. «La nostra campagna è partita in concomitanza a quella antinfluenzale, che ha poi visto un incremento delle coperture del 10% in tutta la regione». Ora l’ambizione è di andare avanti e coinvolgere altri target. «Perché per chi opera in questo campo è essenziale proteggere e promuovere la salute della popolazione».
 
Qui Catania: vaccini, mai darli per scontato
Il mondo immaginario senza vaccini è quello di Leo, un giovane che cade in un sonno profondo e si risveglia in un mondo nel quale la vita risulta diversa e molto più complessa. Leo è uno dei protagonisti del video realizzato per il progetto "In Forma Virale", promosso dall’associazione Handy. «Per avvicinarci ai più giovani ci siamo chiesti: qual è la cosa che impatta maggiormente gli adolescenti? È lo stile di vita, cioè non poter fare più quello che si è abituati a fare, quello che si da’ per scontato», racconta Valeria Metoldo, biologa molecolare 32enne nata a Clusone, ottomila anime nella bergamasca, una delle tre responsabili del progetto. Al centro i giovani adolescenti. «Vivono un tempo in cui di vaccini sanno ben poco perché ne danno per scontati gli effetti benefici. Invece i nostri genitori hanno vissuto con le problematiche di una poliomielite», precisa Metoldo. La campagna multimediale è incentrata sul video ed è stata presentata per la prima volta all’Università di Palermo nel settembre del 2018. «Abbiamo cercato di rendere visibile ciò che ad oggi è dato per scontato: il raggiungimento di una maggiore qualità della vita. Cerchiamo di educare ai vaccini. Crediamo nella corretta informazione, quindi nell’educazione che crea consapevolezza».
 
Qui Roma: destinazione “silver generation”
La vaccinazione per la cosiddetta silver generation, ovvero la generazione dai capelli d’argento, quella fascia anagrafica legata a terza e quarta età. Si tratta degli anziani, visti però in modo differente. E soprattutto raccontati oltre i classici stereotipi. Una campagna videocentrica: tutto inizia con uno spot realizzato due anni fa dall’associazione Italia longeva. Un messaggio diventato Pubblicità Progresso per le reti Rai e Mediaset, trasformato poi in una campagna più articolata con sviluppi anche sul territorio. «Un’attività mediatica rivolta al cittadino e all’opinione pubblica, che però è riuscita ad intercettare l’attenzione delle istituzioni e della comunità scientifica che ne hanno riconosciuto la formula vincente», racconta Lara Cocca, 44enne aretina di nascita, impegnata nella comunicazione di Italia Longeva. Obiettivo del progetto “La longevità si conquista a partire dalla prevenzione”: promuovere una cultura della longevità, combattere la cattiva informazione di cui spesso sono vittime i cittadini, valorizzare una comunicazione scientifica non autoreferenziale. «Lo abbiamo fatto con un’azione un po’ provocatoria anche verso la comunità scientifica. Come per dire: dobbiamo andare in una direzione diversa». 
 
Qui Milano: la mamma-pediatra testimonial della vaccinazione 
Un numero drammatico e attuale. Meno di 10 donne su 100 decidono di vaccinarsi in gravidanza. Lo certifica la Fondazione Veronesi. E poi un’immagine potente, efficace, coinvolgente, emozionale. Una pediatra della Società Italiana Pediatria fotografata durante la sua gravidanza. Un medico, rappresentante della comunità scientifica, che diventa testimonial e che grazie al suo gesto rinnova il valore della vaccinazione, ponendosi come esempio. Da qui nasce la campagna di comunicazione “Vaccinarsi in Gravidanza contro la pertosse” promossa dalla Società Italiana di Pediatria. A guidarla Alberto Villani, pediatra, nato a Roma e oggi  responsabile dell’Unità operativa di pediatria generale e malattie infettive dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù da Alberto che ha affermato “Una comunicazione fatta in maniera corretta fa si che le vaccinazioni siano non solo accettate ma apprezzate. Non è solo un discorso di far accettare la vaccinazione ma di farne comprendere il reale valore”.
Proteggiti tuo figlio. Ora. Vaccinati contro la pertosse è uno dei claim lanciati durante la quarta giornata Nazionale della Salute della Donna. Il progetto, ancora in corso, si svolge esclusivamente nelle piazze virtuali dei social, Facebook in testa, grazie ad una targetizzazione dei pubblici femminili coinvolti. E lo fa grazie all’utilizzo della forza emozionale delle immagini. Fotografie che parlano più di tante parole.  
 
Tutto sul #PerchéSì
La migliore prevenzione passa attraverso un’informazione scientifica ed efficace. Un contest e un hackathon che porteranno giovani, associazioni, ricercatori, medici e professionisti a raccontare #PerchéSì. Il contest è dedicato a tutti gli operatori della sanità pubblica, università, centri di ricerca, associazioni, società scientifiche, ASL e distretti sanitari che abbiano avviato campagne di comunicazione sui vaccini. I 10 finalisti parteciperanno, insieme a startupper e studenti, ai tavoli di lavoro dell’hackathon, il primo dedicato alla corretta ed efficace comunicazione sui vaccini e aperto a startupper e freelance, studenti e neolaureati in comunicazione medico-scientifica, grafici e designer visual e video. Il team vincitore si aggiudicherà un viaggio-studio all’Institute of Interaction Design di Copenaghen, riconosciuto a livello internazionale per il suo processo di innovazione basato sulla prototipazione e sulla multidisciplinarità dei team di lavoro. A valutare i progetti dieci autorevoli esponenti del mondo delle società scientifiche, dell’innovazione, della comunicazione e dell’informazione come: Paolo Bonanni (coordinatore board Calendario per la Vita), Elena Bozzola (segretario nazionale Società Italiana di Pediatria), Giampietro Chiamenti (Past President Federazione Italiana Medici Pediatri), Michele Conversano (Past President Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva), Antonio Ferro (responsabile progetto VaccinarSì), Letizia Gabaglio (giornalista scientifica), Tommasa Maio (Responsabile area vaccini FIMMG), Simona Maschi (direttore Copenhagen Institute of Interaction Design), Sabrina Nardi (Tribunale per i diritti del malato e Cittadinanzattiva), Barbara Sgarzi (esperta di comunicazione digitale).