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Il lavoro di squadra, la protezione, il viaggio verso il mondo nuovo

«Informazioni e dati scientifici resi accessibili e chiari anche con le immagini». Parola dell’illustratrice italiana a Cambridge Claudia Flandoli, che ha firmato il nuovo numero del My Sanofi Magazine.

Claudia Flandoli

Il ruolo sociale delle immagini, con il loro potere evocativo. E poi la scienza declinata attraverso le rappresentazioni, i colori, i disegni. È quello che fa Claudia Flandoli, fumettista e illustratrice scientifica, una laurea in biologia all’Università di Pisa e in progettazione grafica all’ISIA di Urbino (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) e un master in Illustrazione al MiMaster di Milano. Claudia vive e lavora a Cambridge dove collabora con vari ricercatori dell'Università di Cambridge e di centri di ricerca legati all'ateneo (The Gurdon Institute, CIMR - Cambridge Institute for Medical Research, Lmb - Laboratory of Molecular Biology). Ha pubblicato fumetti a tema scientifico per Mondadori, Sironi e per il Cnr – Consiglio nazionale delle ricerche e ha collaborato con Zanichelli e la Royal Society of Chemistry. Il suo ultimo libro è "Sulle tracce del DNA", pubblicato da Editoriale Scienza nel 2020. Per Sanofi Italia ha disegnato la copertina del nuovo numero di primavera 2020 del My Sanofi Magazine.
 
Ciao Claudia, ci racconti il lavoro che hai realizzato per Sanofi? Da che spunto sei partita e come interpretarlo?
«Leggendo le interviste e gli articoli che andranno a comporre My Sanofi Magazine sono stata particolarmente colpita dal senso di cooperazione che molti interventi sottolineano. Per questo ho deciso di concentrarmi sul comunicare la necessità di collaborazione, soprattutto in un momento così delicato, e ho pensato di tradurlo visivamente in un viaggio in cui tutti noi - cittadini, ricercatori e medici - siamo a bordo. Ho scelto la mongolfiera come mezzo di trasporto sia perché mi trasmette un senso di serenità e leggerezza, sia perché mi permetteva di far viaggiare le persone trasportate e guidate dalla protezione sanitaria, esemplificata dalla mascherina. La scena è catturata nella luce del tramonto, la cosiddetta golden hour per via dei raggi dalle tonalità calde, per accentuare un senso di calma».
 
Da tempo ti occupi di illustrare la scienza: che evoluzione hai riscontrato nella sensibilità dell’opinione pubblica? Come raccontare in immagini la scienza al meglio?
«Sicuramente questo periodo storico ha fatto crescere enormemente la curiosità delle persone e la voglia di conoscere dettagli scientifici anche molto specifici. È molto importante quindi soddisfare questa richiesta rendendo le informazioni e i dati quanto più accessibili e chiari e spiegare anche i retroscena delle scelte fatte nell’ambito della ricerca: talvolta un grafico ben fatto vale più di mille parole».
 
Christoph Niemann, designer tedesco illustratore del New Yorker ha dichiarato al Sole24Ore qualche settimana fa: «Il mio approccio personale è quello di un attivista. Voglio creare immagini di impatto per le persone per presentare una visione complessiva del mondo». Cosa ne pensi?
«Mi trova molto d’accordo! Nel mio caso specifico ho sempre pensato che far conoscere la scienza, aiutata dalle immagini, abbia anche un ruolo sociale, perché dà alle persone che non sono del settore uno strumento per interpretare il mondo che ci circonda, vedere la complessità di certe discussioni e riconoscere più facilmente le fake news». 

 

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